Domani, a Villa Glori,presso la casa famiglia della Caritas a Roma, sarà piantato un olivo di Gerusalemme, dono delKeren Kayemeth Leisrael (un ente ecologico israeliano) in memoria di mons. Luigi Di Liegro,ad un mese dalla sua scomparsa. Don Luigi, a Roma, sarà ricordato anche mercoledìprossimo, 12 novembre (ore 17), con una Messa nella Basilica dei Santi Dodici Apostoli.Mons. Angelo Bergamaschi, della Caritas diocesana, in un articolo pubblicato su “Roma sette”di domenica scorsa, ricorda la figura del “prete degli ultimi” riassumendo il suo impegnopastorale in una parola: “croce”. “La croce – scrive mons. Bergamaschi – ha significato per luiche l’amore è più forte dell’odio e del rancore, che Dio è sempre più grande di noi. La vita èpiù forte della morte. Lungi dall’essere un ricordo di un fatto storico lontano avvenuto sulGolgota duemila anni fa, la croce, cioè la Pasqua di Gesù, per don Luigi passava per lapassione dell’umanità e di ciascuno di noi, non al di fuori di noi”. La figura di don Luigi,conclude l’autore dell’articolo, e tutta la sua vasta opera acquistano significato e tonalità inquesta prospettiva. Egli ha saputo dare alla carità un fascino particolare, che è poi il cuore delcristianesimo”.