“Liberiamo ipaesi poveri dai debiti” è lo slogan scelto dall’Ordine Francescano Secolare e dalla GioventùFrancescana per la campagna a sostegno del condono dei debiti dei paesi in via di sviluppo,specie dei 41 più poveri che secondo i due organismi francescani sono prigionieri di un”circolo perverso”. In particolare i laici francescani si stanno attivando per far giungere alGoverno, al Parlamento italiano ed europeo, alla Banca mondiale, l’appello perchè i nuoviprestiti non siano utilizzati per l’estinzione dei vecchi debiti, ma vengano investiti per il rilanciodell’economia dello stesso paese debitore. Alla voce delle due aggregazioni laicali che siispirano a S. Francesco, si è unita nei giorni scorsi quella della diocesi di Lucca che si èimpegnata nel sinodo diocesano rendendo pubblica un appello, nel quale tra l’altro si ricordache questi paesi registrano un reddito pro capite molto basso che: per tutti è inferiore a 695dollari l’anno, cioè circa 1 dollaro e mezzo al giorno. E’ stato il Papa, in occasione dell’indizionedel Giubileo del 2000 a proporre alla comunità internazionale che, quale gesto simbolico diritrovata fratellanza, con l’Anno Santo si azzerasse il debito dei paesi del terzo mondo. LaBanca Mondiale ha disposto una verifica per ridurre il peso del debito e degli interessi ai paesidebitori più “virtuosi”: 21 sono stati esclusi per dittature e gestione non trasparente dei prestiti;alcuni invece sono stati valutati positivamente e potranno cominciare a beneficiare dei nuovifondi.