E’ quanto chiede l’Ufficiodiocesano per la pastorale sociale di Rimini, protestando per la “liberalizzazione degli orari dilavoro”, e quindi per l’apertura dei negozi nei giorni festivi, già in atto in alcuni importanticomuni nella provincia. “Nel caso dell’apertura dei negozi nei giorni festivi – si legge in unanota – non si tratta di garantire servizi essenziali al bene della comunità”, visto che “l’efficienzanel settore commerciale può essere raggiunta in altro modo, per non sacrificare esigenze evalori fondamentali. Il lavoro è indispensabile, ma non è tutto”. La liberalizzazione degli orari dilavoro, invece, “intacca l’unità e la condivisione di vita nella famiglia: tra i coniugi, tra genitori efigli, e nei rapporti familiari con le persone anziane. Con una ulteriore differenziazione degliorari di lavoro, e la soppressione di un tempo festivo per tutti, non vi è più neppure un giornonel quale tutta la famiglia possa trovarsi riunita. Non si può intaccare ulteriormente il tempocollettivo del riposo: bisogna invece trovare la saggezza di salvare i tempi per stare insieme eper fare festa’. “Il fine settimana non serve infatti a recuperare situazioni di solitudine e distress derivanti anche dai ritmi che il mondo del lavoro impone ai vari componenti dellafamiglia?”.