La riesumazione del corpo di Y. Montand, un problema etico senza precedenti.

Il prof. Angelo Fiori, docente di Medicina Legale all’Università Cattolica di Roma, commenta ilcaso Yves Montand. Il noto attore si era rifiutato, in vita, di sottoporsi alla prova del Dna peraccertare la paternità di una sua presunta figlia naturale. Ora la Corte d’Appello di Parigi haordinato la riesumazione del cadavere per procedere ugualmente alla prova genetica. “Lariesumazione dei cadaveri per ragioni penali o civili è una pratica ormai di uso corrente”,spiega il docente. “Nel caso dei procedimenti penali, il giudice ordina la riesumazione delcadavere in nome dell’interesse generale alla giustizia. In altri casi è la famiglia che chiede lariesumazione del corpo per accertare, ad esempio, se il defunto è morto a causa di unamalattia professionale ed avere così il diritto ad un’indennità”. Ma il caso di Yves Montand èdel tutto nuovo: “Ci sono due esigenze contrapposte. – nota Fiori – Il rispetto della volontàdell’attore e il diritto della figlia a sapere chi è stato realmente suo padre. Conciliare questedue esigenze non è certo facile”. Tuttavia, il docente della Cattolica biasima il fatto che l’attorein vita si sia sottratto alla prova del Dna: “Ormai questa prova consente l’accertamento dellapaternità al 99,9% – afferma Fiori – ma molti padri rifiutano di sottoporsi al prelievo di sangueproprio perché sanno che questa prova accerterebbe la loro paternità”.