Questo il primocommento di mons. Arrigo Miglio alla liberazione di Silvia Melis. Mons. Miglio è vescovo diIglesias, Segretario della Conferenza episcopale sarda e membro della Commissione CeiGiustizia e Pace. “Ieri sera ci stavamo preparando per una Messa a Cagliari con centinaia dipersone – racconta Miglio – e abbiamo appreso la notizia della liberazione di Silvia. Tra lagente c’è stata un vera e propria esplosione di gioia, con tanti applausi e tanta commozione. Inquesti mesi, infatti, ci siamo sentiti tutti molto partecipi di questa vicenda, non solo dal punto divista umano, ma anche e soprattutto come coscienza regionale”.”Nel corso delle prime settimane e dei primi mesi del sequestro – nota mons. Miglio – avevamola sensazione che il muro di omertà che circondava i rapitori sarebbe stato intoccabile.Abbiamo temuto che, ancora una volta, i silenzi, i fiancheggiamenti, le connivenze avrebberoavuto la meglio. Invece, questi nove mesi non sono passati invano: il muro di omertà siincrinato a poco a poco. La gente si è mobilitata in massa contro questo sequestro: marce,comitati, appelli di ogni tipo. Sono convinto che questa mobilitazione abbia contribuito a farevolvere positivamente questa vicenda. E, soprattutto, abbia prodotto un salto di qualità nellapresa di coscienza regionale: la gente si è resa conto della necessità di impegnarsi a fondoper estirpare questa piaga dei sequestri di persona che deturpa il volto della Sardegna”.