Giovani albanesi si formano a Padova per fare animazione in patria

I migrantivanno aiutati in ogni modo, anche quando si rivela per loro più opportuno un rientro in patria: èil parere di Michele Pignatelli, coordinatore per l’Agesci (Associazione guide e scout cattoliciitaliani) del “progetto Albania”, in corso dal 1992 e per il quale si sono già attivati oltre 5 milagiovani del nostro paese. In vista della Giornata mondiale delle migrazioni, che si celebreràdomenica 16 novembre, anche l’Agesci ha fatto il punto sulla situazione. “Prosegue il nostrointeressamento per l’Albania, come pure per l’ex-Jugoslavia dove abbiamo attivato variprogetti di sostegno e collaborazione – spiega Pignatelli -. Una delle novità di questi ultimitempi è costituita dalla nascita a Padova, proprio in questi giorni, di una forma di aiuto a ungruppo di giovani studenti universitari, che si stanno preparando per tornare poi nel loro paesepronti a dare vita ad associazioni e forme di animazione religiosa e sociale. Del resto, anchenei campi che abbiamo animato d’accordo con la Caritas italiana in Albania – prosegue – ilnostro compito è stato quello di offrire occasioni di socializzazione. E’ questo il nostro’specifico’ associativo”. L’Agesci ha favorito negli ultimi anni il rientro in patria di centinaia dialbanesi, che avrebbero rischiato, rimanendo in Italia, di finire nelle maglie della malavita. “E’un lavoro di recupero di giovani che arrivano carichi di speranze, ma si scontrano con unadura realtà”, dice Pignatelli. Uno degli ultimi impegni assunti dagli scout italiani è l’adozione diun orfanotrofio a Valona, dove prestano servizio 25 giovani in convenzione. “Ma lavoriamoanche in altre località del paese”, anche d’intesa col mi/nistero della solidarietà sociale.