Preti e laici: un documento Vaticano sulla collaborazione

L’apostolato dei laicinon deve essere confuso con il ministero pastorale: le precisazioni, contenute nella”Istruzione”, presentata oggi in Vaticano, “non nascono dalla preoccupazione di difendere deiprivilegi clericali”. Il documento, a firma dei responsabili di sei congregazioni e due pontifici consigli, chiarisce ilruolo dei laici alla missione della Chiesa, la collaborazione tra sacerdoti, religiosi e laici edichiara “illecite pratiche che in alcuni paesi del mondo, spesso con le intenzioni piùgenerose, sono diventate abituali”. La normativa del nuovo Codice di diritto canonico haofferto ai laici nuove possibilità che però “vanno applicate rettamente – si legge nell’Istruzione -per non cadere nell’equivoco di considerare ordinarie e normali soluzioni normative che sonostate previste per situazioni straordinarie di mancanza o di scarsità dei sacri ministri”.Vi sono tra le funzioni che solo i sacerdoti sono chiamati a svolgere alcune che possonostraordinariamente essere “deputate” ai laici, ma non per questo si può, ad esempio,denominare il laico chiamato a svolgerle, “pastore” o “cappellano” o “coordinatore”. Questedenominazioni, secondo l’Istruzione, potrebbero, “confondere il ruolo dei laici con quello delpastore, che è unicamente il vescovo o il presbitero”.