Mons.Charrier: la riforma dello stato tenga conto del “localismo virtuoso”

Qualè l’atteggiamento della Chiesa italiana di fronte alla prospettiva di una riforma dello Statoitaliano in senso federale? A questo interrogativo ha cercato di rispondere mons. FernandoCharrier, vescovo di Alessandria e presidente della Commissione episcopale per i problemisociali e il lavoro, intervenendo al convegno in corso a Piacenza, organizzato dall’UniversitàCattolica in collaborazione con l’Università di Firenze.”La Chiesa italiana non ha alcuna obiezione al ridefinirsi dello Stato italiano”, ha detto mons.Charrier, ma auspica che “l’ipotesi di riforma tenga conto di quel ‘localismo virtuoso’ che èun’eredità del passato assai feconda sia per il momento presente sia per il futuro”. Questo, haproseguito il vescovo, “è il momento di una forte iniziativa istituzionale, che non può chearticolarsi secondo il principio di sussidiarietà”. In particolare, “il concetto di ‘bene comune’resta un riferimento imprescindibile”, mentre “la collaborazione tra tutte le ‘agenzie’ formative,le istituzioni pubbliche e la Chiesa può aiutare a riguadagnare il consenso intorno a quei valoricomuni senza i quali nessuna società democratica può sussistere”. Inoltre, ha notato mons.Charrier, “anziché contrapporre sterilmente e, in alcuni casi ingiustamente, l’attaccamento allacomunità locale col senso dell’appartenenza nazionale, oggi si tratta di trarre frutti positivi dallatensione tra particolarità e universalità”.