E’ questo il commentodell’Ai.bi. (Associazione Amici dei bambini) al drammatico epilogo della vicenda di SilvestroDelle Cave, ucciso 9 giorni fa da alcuni pedofili a Cicciano. Secondo l’Associazione, la morte diSilvestro “rappresenta il frutto malato di una società che ha progressivamente compresso lacentralità del ruolo della famiglia. Accanto al clamore sollevato dall’omicidio del ragazzo,sarebbe opportuno attivare un serio ripensamento degli interventi a favore della famiglia inchiave preventiva”. A questo riguardo, l’Aibi fa notare che “il dibattito sulla crisi del WelfareState non può limitarsi al legittimo sforzo di contenere e limitare i costi, quanto piuttostodischiudersi al concetto di `uomo solidale’ “. Secondo l’Associazione, invece, “Silvestro era unescluso” e attendeva di essere compreso e ascoltato soprattutto “dalla comunità diappartenenza: scuola, servizi sociali, enti di volontariato…”. Questa rete di solidarietà, che “alui é mancata è tanto più necessaria – aggiunge l’associazione – in una situazione di assolutaanomalia sociale quale quella rappresentata dalla crisi di autorevolezza delle tradizionaliagenzie educative, Chiesa inclusa”. Facendo poi un bilancio su come è stata trattata lavicenda dai mass-media e dalla televisione, l’Aibi ha denunciato “la superficialità buonista” dicerti programmi che, tra l’altro, “non dedicano mai alcun serio approfondimento a questiproblemi”.