Nota settimanale

Questa la nota settimanale del Sir dedicata alle recentielezioni amministrative. Molte conferme escono dalle urne della tornata amministrativa dinovembre, e la prima impressione è di una volontà di stabilizzazione. I sindaci innanzi tutto.Passano al primo turno Rutelli, Cacciari e soprattutto Bassolino, plebiscitato con oltre il 70%dei voti. Vince l’Ulivo anche a La Spezia, Salerno e Cosenza. Il Polo riesce a chiudere lapartita al primo turno a Chieti e Latina, dove riconferma i sindaci, conquistando ancheMacerata e Brindisi. La Lega entra in ballottaggio ad Alessandria e Varese, dove già aveva ilsindaco. A Genova, contro il candidato dell’Ulivo, va al ballottaggio una lista civica. Quanto alleforze politiche spiccano l’affermazione di quelle della maggioranza, la flessione delle maggioridi opposizione e il buon risultato dei centristi dei due poli, in un quadro pure caratterizzato dauna crescente frammentazione e da un ridimensionamento della forma partito. I sindaci dellemaggiori città, confermati a larga maggioranza, tendono a proporsi come protagonisti sullascena politica nazionale. E qui, tentando di delineare le tendenze, emergono anzitutto alcunequestioni. Continua la flessione della partecipazione alle urne. Per le provinciali si registra uncalo del 12%. Più contenuto il calo alle comunali, con una flessione tuttavia del 5%: ha votatoinfatti il 75,5% degli aventi diritto. Siamo ancora sopra la soglia di attenzione, ma èsignificativo notare che il calo è stato assai vistoso al Nord, contenuto al Centro ed invece nonsi è avvertito al Sud, in controtendenza rispetto alla tradizione. Altissimo anche il numero delleschede bianche e di quelle annullate. Siamo così alla questione delle prospettive del sistemapolitico, cioè in concreto alla evoluzione dell’offerta politica. Nelle ultime settimane è stataposta la questione di un “bipolarismo zoppo”, come riproposizione, in ambiente maggioritario,del “bip artitismo imperfetto” della repubblica proporzionale, a definire sempre una strutturaleassenza di alternative. Il nuovo sistema politico si avvia a strutturarsi secondo questo radicatoschema, che ricorda alcune costanti della storia italiana, emerse già dopo il 1876 e cioè, laprogressiva aggregazione intorno ad una “maggioranza” semplicemente definita e connotatacome tale? Gli studiosi se lo stanno domandando. Il risultato delle grandi città rendeulteriormente pertinente l’interrogativo. Per rispondere saranno necessarie ulteriori verifichepolitiche, prima ancora che elettorali, inerenti cioè alle linee dell’offerta politica. La questioneevidentemente non è soltanto accademica. La maggioranza sta cercando di assumere, intornoal Pds, una capacità di aggregazione ad ampio spettro. Il Polo, che pure mantiene un propriozoccolo duro, appare ripiegato su sé stesso ed in perdita di consensi, come la stessa Legache gli disputa il campo in alcune zone del Nord, ove si svolgeranno domenica 30 i ballottaggipiù interessanti. In questo quadro esiste lo spazio per nuove iniziative di offerta politica chepuntino allo sviluppo ed alla innovazione, mirando ai problemi strutturali che non si possonocomunque eludere in questi anni di passaggio e di incertezza? Questo sembra essere,insieme a quello delle riforme istituzionali, il nodo politico di medio periodo. Ritorniamo così aitemi concreti. Le molte conferme erano state chieste anche per completare il lavoro. E’ questoche i cittadini attendono da tutti i livelli della rappresentanza, dai Comuni e dalle Provincecome dal Parlamento e dal Governo: concretezza, operosità, il coraggio di mettere mano aiproblemi veri che ogni giorno tutti gli italiani devono affrontare.