Chiarinelli: senza l’apporto della cultura cattolica l’Italia si impoverisce

“Lospazio vitale della Chiesa nel prossimo millennio sarà culturale”: lo ha detto oggi a Romamons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo e presidente della Commissione episcopale perla dottrina della fede e la catechesi, durante il convegno degli assistenti diocesani di AzioneCattolica. Secondo Chiarinelli, infatti, nel processo di “radicale trapasso di cultura” in cui siamoimmersi, per i credenti sorge un dovere di “pensare la fede”, a partire dalle esperienzespirituali che l’uomo oggi incontra e vive. “Il messaggio di fede è spesso banalizzato, c’èallergia e sospetto verso la cultura religiosa, basti pensare all’insegnamento nelle scuole, c’èabbondanza di sostituti trascendenti, quali la magia e il rigonfiamento dei vari carismi personali- ha detto – e resta invece in ombra il problema cruciale: cioè la questione escatologica, delcompimento della vita nell’aldilà”. Secondo Chiarinelli, i credenti possono dare un contributoalla società italiana, sia attraverso “una critica lucida delle deviazioni culturali e religiose”, siain positivo attraverso l’adozione di quel “progetto culturale” proposto dalla Cei che significa “faremergere il contenuto culturale dell’evangelizzazione quale apporto qualificato dei cattolici allavita del Paese”. Senza questo apporto – ha aggiunto – sono evidenti i vari “impoverimenti”culturali ed etici, a partire da quello della politica, ridotta a “politica del pallottoliere”, dovecontano i numeri, la quantità e non più la sua “qualità alta” di valori attorno ai quali costruire lasocietà.