Sono più di 1600 leassociazioni di volontariato che operano in Italia per la tutela dei beni culturali e artistici, circal’8% in più rispetto ad un censimento del ’91. I dati, relativi all’anno 1996, fanno parte delsecondo rapporto sul volontariato per i beni culturali e artistici in Italia, dal titolo “Solidali conl’arte”, presentato nel corso del seminario che si è svolto oggi a Torino, presso la FondazioneGiovanni Agnelli.Dal rapporto la Toscana risulta la regione capolista in questo tipo di volontariato, con 239organizzazioni, seguìta poi dalla Lombardia (187) e dalle regioni del Centro Italia. Ma ancheregioni come la Sicilia e la Campania stanno dimostrando una “notevole vivacità”. Aumentanodi conseguenza i volontari: 65.000 rispetto ai 44.000 del ’91. E i soci delle associazionipassano da 250.000 a 360.000. Entrambi possiedono un alto livello di scolarità (38% sonolaureati).I settori d’intervento preferiti sono musei, archivi e biblioteche. Il 28% delle organizzazionigestisce questi beni in maniera autonoma, e il 60% di quest’ultime è proprietario dellestrutture. Migliora inoltre il rapporto tra associazioni ed istituzioni pubbliche (comuni,soprintendenze ed istituti culturali statali), che assume spesso la forma di vere e proprie”convenzioni”. Per gli enti pubblici il volontariato è diventato infatti una sorta di “ancora disalvezza”, sia per la custodia dei beni, sia per i servizi ai visitatori. Solo 216 organizzazionisono però iscritte a registri regionali, che è la condizione necessaria per accedere ai contributipubblici, ai benefici fiscali e alle convenzioni. Problematico rimane infatti l’aspetto dell’accessoalle risorse: nella maggior parte dei casi le associazioni vivono di autofinanziamento.