Enzo Bianchi (Bose): senza lo Spirito Santo il vangelo è lettera morta.

“Nell’Occidente cristiano non si parla sufficientemente dello Spirito Santo”. E’ quanto fa notareEnzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, nello “speciale” del Sir di domani sulla figuradello Spirito Santo, in vista dell’apertura ufficiale (il 30 novembre) del secondo anno anno dipreparazione al Giubileo, dedicato proprio alla terza persona della Trinità. “Lo Spirito Santo -continua Bianchi – è ‘al di là della Parola’, è il non detto, l’indicibile per natura il mistero nelmistero divino. Lo Spirito Santo è interiore allo stesso Cristo, affinché questi sia l’immagine diDio e colui che di Dio è la spiegazione, il racconto per noi uomini”. Lo Spirito Santo, inoltre,”opera interiormente, non in fenomeni vistosamente straordinari, ma immettendo lo’straordinario nella nostra vita cristiana quotidiana; opera e si manifesta nello spirito umano malo trascende, lo vivifica, lo purifica, lo rende saldo, lo rende santo”. Il priore di Bose cerca direndere più concreta questa complessa figura trinitaria, osservando che “lo Spirito Santo nonè un’impersonale forza della natura, non è una virtù immanente all’uomo, ma è vita donata,vera e autentica vita”. Sempre sullo “speciale” Sir, Angela Ales Bello, decano della facoltà diFilosofia alla Pontificia Università Lateranense, parla della speranza come “compitoquotidiano”: “Se realizzare sé stessi – spiega – significa avere potere, successo, denaro, sicrea un conflitto con gli altri, perché tutto ciò può essere fatto soltanto aggredendo il prossimoo utilizzandolo strumentalmente. Se, invece, ci mettiamo in un’ottica di servizio – il che nonsignifica annullare sé stessi – allora è possibile per iascuno di noi raggiungereun’autorealizzazione intesa come soddisfazione morale, interiore”.