Ad esprimere “grande preoccupazione” per i possibili tagli in Finanziaria agliinvestimenti previsti per gli insegnanti di sostegno nelle scuole dell’obbligo sono l’AssociazioneAmici dei bambini (Ai.bi) e il Sindacato delle Famiglie (Sidef). “A questo punto – commentaMarco Griffini, presidente dell’Ai.bi – si tratta di capire come il governo vuole intendere lariforma dello Stato Sociale. Se il suo avvento risponde a logiche di tipo economico e sel’interesse del governo si focalizza esclusivamente sulla corsa spasmodica di entrare inEuropa, allora vuole dire che siamo del tutto fuori linea. Noi crediamo in un modo nuovo diconcepire lo Stato Sociale soprattutto a partire dalle categorie più deboli. Se la decisionepassasse, si rischierebbe di potenziare anzichè ridurre il numero degli esclusi nel nostro paesema soprattutto verrebbe meno il duro lavoro finora svolto per il recupero e la pienaintegrazione di questi ragazzi”. “Prevedo – aggiunge Griffini – la possibilità di uno scontropolitico tra chi, come il ministro della Solidarietà, sostiene le esigenze del sociale e i ministrieconomici”. Anna Maria Natale parla invece di una “scelta politica miope”. “Evidentemente -aggiunge – nella scuola si è deciso di investire non seguendo progetti mirati”. Natale fariferimento alla decisione di potenziare il numero degli insegnanti per l’educazione sessualenelle scuole. “Si va dietro – commenta la rappresentante del Sidef – alle emergenze dell’ultimaora senza tenere conto dei bisogni reali delle persone. La decisione di ridurre i finanziamentiper gli insegnanti di sostegno sottrae un aiuto importante senza il quale ancora una volta lefamiglie si ritrovano spiazzate”.