Anche 132 posti di lavoro nel Mezzogiorno sono importanti

“Nelle regioni piùsviluppate e industrializzate del nord magari sarebbe diverso, ma da noi perdere 132 posti dilavoro sarebbe un nuovo gravissimo dramma”: lo ha detto al Sir don Simone Di Vito,responsabile della pastorale del lavoro della diocesi di Gaeta, a proposito della crisidell’industria “Blue Fish” in atto in questi mesi. Il vescovo, mons. Pierluigi Mazzoni, si è recatoin visita nei giorni scorsi agli operai dell’industria ittica di Penitro, la cui sorte è ancora incerta.Il timore dei lavoratori è che si arrivi al 12 marzo ’98 senza aver trovato una soluzione per ilriavvio dell’azienda, per la quale oggi sono cassintegrati. Ciò comporterebbe la loro “messa inmobilità”, vale a dire il licenziamento. Il vescovo, che si è molto attivato per questa, come peraltre vicende lavorative dove c’è crisi, ha riferito dell’interessamento del prefetto, come di altrepubbliche autorità. “In una realtà dove la disoccupazione supera il 15%, si comprende lo statodi ansia che vivono questi lavoratori e le loro famiglie – prosegue don Di Vito. Del resto per lazona di Gaeta occorrerebbero stimoli opportuni per valorizzare il turismo e l’agricoltura, chesono le due realtà più tipiche. Diversamente, non si vedono vie d’uscita e la gente si arrangiacome può, spesso con occupazioni in nero e sottopagate. L’altra soluzione è andarsene, mal’emigrazione è dolorosa e a volte impossibile per motivi familiari”.