Il Sud del mondo tradito dai grandi media?

“Dal sensazionalismo dei morti inguerra e delle ‘navi senza nomi’ alle immagini in tv sulle tracce di catastrofi e popoli in fuga. E’solo questo il giornalismo che racconta il Sud del mondo?”. Per rispondere a questointerrogativo si apre domani a Rocca di Papa (Roma) il convegno internazionale “Dare voce alSud del mondo”, promosso dal Cipsi (Coordinamento iniziative popolari di solidarietàinternazionale) in collaborazione con la Comunità internazionale di Capodarco.Un incontro che vede la partecipazione di rappresentanti della società civile e giornalisti didiversi paesi del Sud del mondo (Congo-Kinshasa, Ecuador, Sri Lanka, ecc.), di sociologi cheparleranno degli sviluppi del sistema informativo in rapporto alla globalizzazionedell’economia, e di numerosi giornalisti italiani. Nel corso del convegno verrà presentata unaricerca sociologica condotta su otto importanti testate italiane, che ha censito oltre 4500 articoliper verificare qualità e limiti dell’informazione sui paesi in via di sviluppo. Dai primi risultatidella ricerca il panorama non è certo confortante: “Di Sud del mondo si parla molto poco esempre in termini negativi – spiegano gli organizzatori – . Il monopolio dell’informazione èdetenuto solo dalle grandi agenzie di stampa mondiali e dalla Cnn. Intere aree del pianeta ècome se fossero ‘non osservate’ e sembrano esistere solo in occasioni di catastrofi naturali,guerre o terrorismo”.Per questo i giornalisti e gli operatori degli organismi non governativi faranno le loro critiche ecercheranno di trovare insieme delle strade concrete per ridurre i termini di questo squilibrioinformativo tra Nord e Sud del mondo.