Cappellani delle carceri: no agli “atteggiamenti giustizialisti”

Si è concluso ieria Roma il Consiglio pastorale nazionale dei cappellani delle carceri. 38 cappellani, inrappresentanza degli oltre 250 cappellani delle carceri italiane, si sono riuniti per discutere delprogetto culturale della Chiesa italiana e per fare il punto sulla situazione delle carceri italiane.In particolare i cappellani delle carceri sollecitano la comunità cristiana ad abbandonarequalsiasi “atteggiamento giustizialista” nei confronti di chi ha sbagliato e si è reso colpevole direati, anche gravi.”Noi vogliamo ricordare alla comunità cristiana – ha spiegato al Sir don Giorgio Caniato,ispettore generale dei cappellani – che chi viola la legge non è certo un santo, ma restasempre un uomo che ha diritto di essere salvato come gli altri. Perciò ha bisogno di essereaccolto dalla comunità e aiutato a trovarsi un lavoro, farsi una nuova vita, affinché non torni acompiere altri reati”. I rappresentanti dei cappellani delle carceri hanno anche incontrato ildirettore generale degli istituti di prevenzione e pena, Alessandro Margara. I cappellani hannoillustrato a Margara i problemi del sovraffollamento delle carceri, della salute dei detenuti, delledifficoltà per riuscire a garantire loro un’adeguata assistenza spirituale e animazione culturale.E hanno chiesto misure urgenti da parte dell’amministrazione carceraria per affrontare questiproblemi.