“L’Onu si interessa più al controllo sociale che allo sviluppo dei popoli”

Lo ha detto Mary Ann Glendon, dell’Università di Harvard e membro della PontificiaAccademia delle scienze sociali, nel corso di una conferenza svoltasi ieri in Vaticano, sul tema”L’idea del diritto universale alle soglie del nuovo Millennio”. Richiamando la DichiarazioneUniversale dei Diritti Umani adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, Glandon ha sottolineato che«la Chiesa cattolica è stata la principale forza culturale che ha permesso la realizzazione diquesto importante documento». «Benché tale Dichiarazione non sia perfetta -ha aggiunto -essa difende chiaramente la dignità e la libertà della persona, ed è ispirata dalla solidarietà tragli uomini».La Glendon ha però spiegato anche come alcuni principi contenuti nella Dichiarazione sianostati stravolti nel tempo. «Nell’art. 16 della Dichiarazione – ha ricordato Glendon – si proclamache la famiglia ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato. Ma attualmente leNazioni Unite non stanno svolgendo questo ruolo di protezione, anzi, milioni di dollari vengonospesi per piani di controllo della popolazione rivolti contro la famiglia». Così, alla conferenzadelle Nazioni Unite di Pechino, lo slogan “diritti umani per le donne” significava disporre dellalibertà di aborto. Dunque, ha concluso Glendon, “è giunto il momento di ridimensionare leNazioni Unite. Preoccupa infatti l’enorme quantità di fondi che questa organizzazione gestisce,senza difendere la famiglia o promuovere la libertà e l’eguaglianza”.