A.i.m.c.: “No alla scuola ‘congelata’”

“Il secondo ‘blocco’ del pensionamentodegli insegnanti non fa prevedere nulla di buono”. Ad affermarlo è l’Associazione ItalianaMaestri Cattolici (Aimc), secondo cui le ultime decisioni del governo non consentono nellascuola “l’ingresso di nuova linfa, di energie fresche sempre necessarie, ma addiritturaindispensabili quando si vive un momento di profonda ristrutturazione”. Gli insegnanti che nonpossono andare in pensione, si legge nella nota dell’Aimc, si trasformano in “una sorta di’coscritti’ a cui sarà ben difficile chiedere di non essere demotivati nel loro lavoro”. L’Aimcmette l’accento sui “segnali non coerenti” che vengono dal “pacchetto” di riforme sulla scuola:se si intende, infatti, raggiungere “l’ambizioso e condiviso obiettivo di innalzare la qualità dellascuola, portandola verso un sistema pubblico integrato”, occorre dimostrare che “si tratta di uninvestimento prioritario”, attraverso “strategie adeguate che riconducano le plurime riforme adun’unica logica. Non settorializzare significa, anche mettere in campo risorse finanziariecongruenti”. “La qualità – si legge ancora nella nota – ha un ‘costo’, gli investimenti per il futurohanno un ‘costo’. Non vorremmo che per l’ennesima volta tutto il peso della scuola e delleriforme cadesse sulle spalle degli insegnanti e dei dirigenti”.