Card. P.Laghi “educare i giovani significa dar loro un supplemento d’anima”

Loha detto il prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, il cardinale Pio Laghi,intervenendo ieri sera al seminario di studio organizzato dalla Federazione Italiana ComunitàTerapeutica (Fict) sul tema “Quale futuro per l’educazione professionale?”. Secondo il prefetto”l’educazione è la questione centrale della società contemporanea”. Per rispondere “alla sfidadi questo millennio”, l’educatore, ha aggiunto il cardinale, “deve aver coscienza del suo ruoloper rendersi presenza efficace nel mondo giovanile, soprattutto là dove il malessere mina allebasi il senso della vita e crea emarginazione sociale”.Il card. Laghi ha ricordato il recente rapporto Iard sulla condizione dei giovani in Italia, dalquale si ricava l’impressione “di un universo ricco di energie e dai valori più consolidati diquanto alcuni drammatici fatti lascino pensare, ma anche carico di insicurezze e diinsoddisfazioni”. “Il mondo giovanile – ha osservato il card. Laghi – si dibatte tra ombre e luci”.Per questo, secondo il prefetto, “l’offerta della formazione professionale deve dare contenuti ometodi all’altezza dei tempi, ma gli educatori devono anche interpretare le esigenze piùprofonde dei giovani, quelle che nascono dalla loro storia personale, dalle contraddizionisociali, dai problemi esistenziali. Ai giovani – ha aggiunto il cardinale – con la formazioneprofessionale, si deve dare ‘qualcosa di più’. Ci vuole un ‘supplemento d’anima, che significaessenzialmente attenzione per le esigenze di ogni singolo uomo, e offerta, nel rispetto dellesue scelte e quindi della sua libertà, di risposte sul piano spirituale e morale ispirate alvangelo”.