“Costruire una cultura diaccoglienza e di rispetto della vita umana” è “compito di tutti”, ma in particolare di “quantioperano nelle comunicazioni sociali”. E’ quanto si legge nel messaggio della Cei per la XXGiornata della vita, che si celebrerà il 1° febbraio prossimo sul tema “Comunicare vita”. “Nellacomunità ecclesiale – si sottolinea nel testo, diffuso oggi – non mancano competenze ecreatività per dare inizio ad una nuova stagione culturale in cui i media, senza pregiudizi oasservimenti, possono costituire uno strumento privilegiato per sviluppare una mentalitàdiffusa di autentico servizio alla vita”. In questa prospettiva, secondo i vescovi, “è necessariauna informazione che sappia coniugare libertà e rispetto della persona, che non indugi, consottile e ambigua compiacenza, sulle zone d’ombra della storia di ogni uomo. Solo Dioconosce il mistero dell’uomo, nessun altro può presumere di comprenderlo e di spiegarlo edancor meno di strumentalizzarlo per farne notizia”. La “vera professionalità giornalistica”, silegge ancora nel messaggio, “rifiuta un’informazione gridata, manipolata ed effimera. Quantopiù diffusa e incisiva è l’azione dei media, tanto più vigile e critico deve essere l’atteggiamentodegli utenti”. Di qui la necessità di “fare ogni sforzo per eliminare l’esaltazione della violenza,bandire l’erotismo e la pornografia, rifiutare ogni gratuita amplificazione di scelte disperatecontro la vita” (segue).