“La carità vaoltre la solidarietà. Non ci si può accontentare delle iniziative di aiuto, il nostro deve essereuno stile di vita segnato da spirito evangelico”. Lo ha detto don Elvio Damoli, direttore dellaCaritas Italiana, intervenendo oggi al XIX Forum dei Grandi Laghi, il periodico incontro fraorganismi religiosi e laici impegnati in quella regione dell’Africa. Un’occasione di confrontooperativo sulle attività in corso, per impostare anche nuove forme di collaborazione.Riferendosi all’esperienza della Caritas, che è presente a Kigali dal 1995, don Damoli haosservato che “bisogna avere le antenne per captare i molti piccoli segni di riconciliazione cheemergono a livello di iniziative di parrocchie, di gruppi, di singole persone. Bisogna sapercogliere fra la gente quella dimensione di speranza che va nel senso della pace”. Nella zonadel Grandi Laghi, devastata dalla guerra e dal genocidio, la Caritas italiana è impegnata inparticolare con 2 progetti. Il primo mira a dare protezione e rifugio ai bambini di strada. Solo aKigali se ne contano 1.356. Il secondo cerca di dare un supporto dal punto di vista sanitario,alimentare e delle condizioni di vita alle oltre 130 mila persone detenute in carcere e in attesadi giudizio. Nell'”arcipelago delle carceri” si vive infatti una situazione esplosiva. Si muore perfame, e spesso 5 uomini sono costretti a vivere in un solo metro cubo.