Ai.bi.: a rischio in Iraq il volontariato internazionale

L’allarme vienedall’Associazione Amici dei Bambini (Ai.Bi.), che in una nota spiega come nel Sud dell’Iraq cisiano “solo due organizzazioni umanitarie italiane – l’Ai.Bi e “Un ponte per Baghdad” – cheoperano da più di due anni, nella più totale indifferenza della cooperazione, mentre alcunedelle organizzazioni internazionali preposte alla gestione dell’aiuto di emergenza risultanomale informate circa la priorità”. Per questo, la situazione in Iraq “è divenuta insostenibile, alpunto che il dispensario di Bassora è ad un passo dalla chiusura, mentre le necessità deibambini iracheni continuano a crescere”. Sono proprio i più piccoli, infatti, le prime vittime dellacrisi in Iraq: secondo i dati Unicef, un milione di bambini sotto i cinque anni sono malnutriti. NelSud del Paese, si legge ancora nel comunicato, “la situazione è ancora più complicata, acausa dei postumi del conflitto con l’Iran e delle difficoltà di comunicazione”. Oltre ad averfornito “una decina di pompe e clorinatori per rendere potabile l’acqua dei fiumi”, informal’Ai.Bi., le due organizzazioni umanitarie italiane “sono presenti nella città di Bassora con undispensario medico che dal 1996 ha curato più di 7 mila bambini”.