Algeria: a Salima Ghezali il Premio Sakarov per la democrazia

“Siamo inostaggio di un regime che è responsabile di violenze, corruzione e massacri. E’ un regime cherifiuta le riforme strutturali e i cambiamenti radicali perché ha paura di rendere conto di sestesso”. Lo ha detto Salima Ghezali, l’unica direttrice-donna di un giornale nel mondo arabo,”La Nation” che è tra l’altro la pubblicazione algerina che più ha subito chiusure, sequestri esospensioni per essersi sempre schierato “in difesa dei diritti dell’uomo e della democrazia”.Intervenendo a Roma ad una conferenza stampa organizzata dalla Comunità di S. Egidio,Ghezali ha spiegato la situazione del suo paese, denunciando senza mezzi termini le migliaiadi morti, le detenzioni, le torture e la repressione della “dissidenza intellettuale” che dal 1992,data di inizio della crisi e della guerra, stanno minacciando la vita democratica del paese.”Attenzione – ha detto Ghezali – la dittatura si nasconde dietro quelle persone che sipresentano democratiche in facciata per poi operare ambiguamente per la repressioneculturale e la negazione dei diritti umani”. Ghezali ha escluso la possibilità di comprendere ilconflitto, dividendo “fra buoni e cattivi”. “La situazione – ha detto – è molto più complessa: cisono i gruppi islamici che praticano il terrorismo, le organizzazioni criminali che non hanno finiprettamente politici e il terrore del governo che agisce in nome dello Stato” e che “con ilpretesto di contenere il conflitto, strumentalizza la sua azione per giustificare la pena di mortee la dittatura”. Più volte minacciata di morte, costretta a cambiare periodicamente domicilio,impossibilitata di vedere i suoi due figli, Ghezali riceverà domani a Strasburgo il PremioSakarov per la democrazia del Parlamento Europeo. “La sofferenza che ho subito – ha detto lagiornalista – non è più forte di quella che vive il mio popolo”.