Giornalisti a confronto su etica, politica e pubblicità

A quando un giornalismopiù consapevole, onesto e critico, capace di andare oltre i “gadget”, il conformismo e lacontiguità con il potere? E’ l’interrogativo emerso durante il dibattito sul giornalismo che si èsvolto oggi a Roma, per iniziativa del Cnca (Coordinamento nazionale comunità diaccoglienza), in occasione della presentazione del libro “Maledetti giornalisti” di Goffredo Fofi,Gad Lerner e Michele Serra.Per Marcelle Padovani, corrispondente del “Nouvel Observateur”, “bisogna lottare control’uniformizzazione della realtà e saper spiegare ai lettori ciò che avviene”. Paolo Garimberti,direttore del “Venerdì” di “Repubblica” ha parlato di questo mestiere come di una “missione”,rimpiangendo però l’informazione degli anni passati: “Oggi la gente non ci legge più perchèabbiamo perso credibilità – ha detto -. Troppo spesso i nostri colleghi, a causa di unaeccessiva frequentazione con il potere, pensano di poter fare la politica del nostro paese”. Diparere opposto Enrico Mentana, direttore del Tg 5, secondo cui “il nostro giornalismo non èpeggiore di quello di altri paesi, nè di livello inferiore rispetto al passato”.Secondo Curzio Maltese, editorialista della “Repubblica” gran parte delle lacune delgiornalismo derivano dalla difficoltà dell’accesso alla professione, per cui chi decide dicontinuare su questa strada deve avere, innanzitutto “rispetto e orgoglio per il proprio mestieree nei confronti dei lettori”: “il vero giornalismo è scoprire una realtà e, nonostante i pregiudizi ele convinzioni personali, avere il coraggio di raccontarla così com’è”. Maltese ha consigliato diaprire alle “innovazioni e ai giovani, basando le selezioni sui meriti e inventando nuovi giornalie nuove tv”. Anche Gad Lerner ha suggerito di “pensare prodotti completamente diversi”, inlinea con i dettami della civiltà delle immagini. Goffredo Fofi, lamentando invece “l’assenza diprogettualità e il conformismo oramai dominanti” ha proposto di cercare forme alternative dicomunicazione, anche se minoritarie.