Un elmetto dei vigili delfuoco come culla; un cumulo di macerie al posto della stalla. Sarà questo, lo “scenario” delpresepe che verrà allestito nella Basilica superiore di Assisi. Al posto dei pastori, spiegano ifrati del Sacro Convento, ci sarà “uno stuolo di uomini in divisa, che terranno compagnia alpiccolo Bambino e lo deporranno, nel silenzio della notte natalizia, sulle rovine di quella culladove quotidianamente si faceva carne fino al 26 settembre scorso, e che ora non c’è più:l’altare”. “Anche in questo Natale – si legge ancora nella nota – faremo nascere Gesù Bambinoin Basilica superiore, in una culla che vuole essere il simbolo della speranza e dellacomunione in questi mesi generata dal coraggio, dall’umanità e dalla fede di uomini che sonoveri strumenti di Dio. Non nella gloria o nel fasto di luci e pitture, ma nel silenzio e nellaprecarietà delle strutture che ci ricordano la semplicità di Dio e l’umiltà con cui viene ad abitarein mezzo a noi”. La sera del 29 dicembre, inoltre, presieduta dal vescovo mons. Sergio Goretti,avrà luogo ad Assisi la Via crucis per le strade della città, sostando davanti alle chiese chiusea causa del terremoto, per indicare la volontà di “ripartire dai segni concreti della fede, dellasperanza e della carità”. Il Crocifisso che precederà la Via Crucis, spiegano i frati, era postonel refettorio del Sacro Convento fino al giorno del terremoto e porta i segni del sisma sulcostato.