Albania: il dramma delle giovani schiave della mala

Nella dolorosa storia delpopolo albanese continuano ad avere un ruolo di primo piano le organizzazioni criminali chetrafficano in droga, sbarchi clandestini e prostituzione tra Albania e Italia. Una voce in meritoviene dalle religiose Domenicane della Beata Imelda, che dal 1992 sono presenti in territorioalbanese. “Dopo lo scandalo delle colossali truffe delle finanziarie, che hanno messo sullastrico migliaia di piccoli risparmiatori – ha spiegato la suora trevigiana Virginia Santarossa alsettimanale “La Vita Cattolica” di Treviso – ci sono in Albania migliaia di donne giovanissimeche, illuse dalla gioia di duplicare e triplicare i propri guadagni, avevano investito tutti i propririsparmi e si erano sposate. Ora molte di loro, rimaste senza soldi, non sono più intenzionate aportare avanti la gravidanza e scelgono l’aborto”. Si inquadra in questa situazione drammaticaanche l’aumento dei casi di sfruttamento della prostituzione. Bande criminali “comprano” osequestrano per le strade e subito “rivendono” – spiega la religiosa – giovani ragazze, che poivengono trasferite in Italia e costrette con la violenza a prostituirsi. “Alcune riescono a fuggiree si rifugiano, con vistose percosse e ferite, nella nostra missione per ottenere cura eprotezione. Anch’io – aggiunge la religiosa – ho imparato ad usare il kalashnikov perdifendermi”. Questa la realtà dell’Albania, dove anche le suore sono costrette a imbracciareun’arma se vogliono svolgere la loro missione.