E’ quanto auspica, in una nota sul prossimo numero del Sir, mons. Cosmo Francesco Ruppi,arcivescovo di Lecce, in relazione al rientro dei profughi albanesi che dovrebbe iniziare nelleprossime ore. Secondo mons. Ruppi, la direttiva Prodi sull’immigrazione “è ragionevole egiunge dopo innumerevoli atti di comprensione e di apertura umanitaria, realizzati conl’apporto determinante della Chiesa e del volontariato cristiano”, anche se resta “necessarioriportare l’immigrazione sul binario della legalità e dell’ordine”. Occorre perciò “valutareattentamente la situazione degli immigrati che sostano nei Centri di accoglienza: se vi sonoconcrete offerte di lavoro e se questi fratelli possono inseririsi nel nostro circuito lavorativo,bisogna accoglierli e fornire loro i documenti occorrenti; se invece non c’è lavoro e dunque nonsi può legalizzare la loro presenza, bisogna aiutarli e convincerli bonariamente a tornare nellaloro patria, accogliendo, per altro, l’invito dello stesso Governo di Tirana”.Mons. Ruppi auspica inoltre che la nuova legge sull’immigrazione possa risolvere la questionedell’immigrazione `clandestina’, “che continua a scaricare sulle nostre coste quintali di droga ecentinaia di prostitute. Su questo punto, le Autorità devono essere attente, severe e decise:questa immigrazione selvaggia danneggia e offende gli stessi immigrati regolari”.