Lo ha dettoRoberto Bernabei, professore di geriatria e gerontologia presso l’Università Cattolica del SacroCuore, intervenendo oggi a Roma all’inaugurazione del nuovo Centro di medicina perl’invecchiamento (Cemi) del Policlinico Gemelli. “Sono sorti – ha spiegato Bernabei – Centrispecialistici per la lotta ai tumori o all’Aids, in logica sintonia con la proliferazioneepidemiologica di queste patologie”, ma “praticamente nulla è stato realizzato per assistere ivecchi”. Eppure, in Italia, ha ricordato il professore, “siamo i primi al mondo ad avere piùultrasessantenni che ragazzi sotto i 20 anni; in Francia questo accadrà nel 2007 e negli Usanel 2029. Abbiamo quasi 2 milioni di ultraottantenni, destinati a triplicare nella prima metà delfuturo millennio. Per questi ultraottantenni, che non sono certo malati immaginari, le degenzesono diventate molto più corte, per consentire all’ospedale di non essere passivo”, anche se”l’assistenza domiciliare è sostanzialmente di là da venire”. “Il Gemelli – ha sottolineatoBernabei – vuole andare in controtendenza rispetto a questa sospetta rimozione collettiva persostenere che l’uomo è degno di essere difeso, quando malato, dalla nascita alla morte. Lanovità maggiore di questo Centro è infatti quella della degenza post-acuta”.Il Cemi sorge su un’area di 1.576 metri, è costato 23 miliardi di lire e dispone di 92 posti letto,di cui 20 in day hospital.