Troppa disinformazione sui rischi della fecondazione artificiale

Riportiamo unanota di Antonio Spagnolo, dell’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore diRoma, in relazione ai recenti casi di utilizzo, per la fecondazione artificiale, di seme infetto daepatite. “Sono passati dieci anni (1987-1997) dalla pubblicazione della Istruzione “DonumVitae” della Congregazione per la dottrina della fede nella quale si dava un giudizio moralenegativo sulla fecondazione artificiale eterologa, con l’uso di sperma o ovocita didonatore/trice, in quanto contraria all’unità del matrimonio, alla dignità degli sposi, allavocazione propria dei genitori e al diritto del figlio ad essere concepito e messo al mondo nelmatrimonio e dal matrimonio.Oggi a questo “danno” di natura morale si viene ad aggiungere un danno per la vita e perl’integrità fisica stessa dei bambini concepiti attraverso questa tecnica, per via dellatrasmissione non solo di malattie infettive ma anche di malattie genetiche.Per le malattie infettive, in verità, il rischio è stato da sempre riconosciuto, tanto che le autoritàsanitarie italiane avevano da tempo dato disposizioni – attraverso alcune circolari – affinchè siadottassero tutte le precauzioni per evitare le infezioni. Ma evidentemente questo non èbastato per evitare i danni a cui oggi siamo messi di fronte. Si è trattato di epatite ma potevaessere benissimo Aids dato che i due virus si diffondono allo stesso modo e spesso anzi sonoassociati.Contro la possibilità di trasmettere malattie genetiche, invece, non è mai stato preso ancoraalcun provvedimento, anche perchè sarebbe impossibile sottoporre i donatori di gameti a tutti itest genetici che oggi sono disponibili. Ma la possibilità di un danno genetico non è remota percui oggi la questione della fecondazione eterologa deve essere riesaminata anche sotto ilprofilo della responsabilità medica e deve indurre ad un ripensamento coloro che presentano -nelle aule dei Parlamenti o nei congressi sc ientifici – tale tecnica come “innocente e generosa”.Ma è soprattutto la maggioranza dei cittadini che dovrebbe essere informata di questi rischiconnessi con la fecondazione eterologa, prima di sottoporvisi e non avvisata per telefonodopo. E siamo sicuri che di fronte ad un’onesta informazione su tutti i rischi molte coppiemediamente potrebbero rinunciare a queste tentazioni della medicina”.