Il presidente delCoordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), don Vinicio Albanesi, torna aribadire il no alla liberalizzazione delle droghe, riproposta da alcuni “opinionisti” statunitensi,secondo quanto riportato ieri da un quotidiano. “La gente per bene vuole stare tranquilla espera, con la liberalizzazione della droga, di ridurre la microcriminalità”, afferma don Albanesi.Ma, prosegue, “questa tesi è puramente logica e non dimostrabile. Non esistono oggi formecriminali legate all’alcolismo e all’assunzione sconsiderata di psicofarmaci, sostanze tuttelegali? Che poi i tossicodipendenti debbano essere imprigionati e costituire 1/3 dellapopolazione carceraria è il risultato di una legge `positiva’ che ogni parlamento potrebbemodificare”.”Sta montando ogni giorno di più – nota il presidente del Cnca – la tentazione di abbandonarela lotta al consumo delle droghe, per arrivare a un consumo controllato e gestito. Può darsiche procuri qualche vantaggio: l’esperienza ci suggerisce che non è probabilmente vero. Laconvinzione nasce dalla constatazione che solo l’abbassamento del consumo producemiglioramenti. Con la legalizzazione il consumo invece probabilmente si allargherebbe, anchese non sarebbe più clandestino. I costi sociali rimarrebbero comunque”.