“Gemellaggi” e iniziative di solidarietà nelle zone colpite dal terremoto

“Dalrapporto solidale al gemellaggio”, questo il tema dell’incontro in corso oggi a Capodacquad’Assisi (Pg), presso il Centro di collegamento della Caritas italiana, per fare il puntosull’assistenza ai terremotati dell’Umbria e delle Marche. Passata la fase dell’emergenza, “c’èora bisogno di sostegno spirituale per la gente e sostegno pastorale per i parroci”, ha dettomons. Sergio Goretti, vescovo di Assisi, intervenuto all’incontro. I gemellaggi tra diocesi, lapresenza costante di volontari e la creazione di 43 “centri della comunità”, per iniziativa dellaCaritas italiana, cercano di rispondere alle esigenze indicate da mons. Goretti.Secondo quanto rende noto la Caritas italiana, sono circa 60 le diocesi e le Caritas coinvolte inrapporti solidali e gemellaggi, attualmente attive in 31 centri, che servono 139 paesi o frazionie accolgono oltre 18 mila senza tetto. Per l’inizio dell’anno nuovo saranno pronti per l’uso,promette la Caritas, 8 centri della comunità, alcuni già utilizzati per attività pastorali e sociali dianimazione e aggregazione. Altri 10 centri saranno pronti per metà gennaio e altri 20 a finefebbraio. Non si tratta di semplici edifici di culto, ma di strutture al servizio delle esigenze,anche sociali, delle comunità colpite dal sisma, per favorirne la riaggregazione. “Tutto questolavoro pastorale per gemellaggi e centri comunitari – ha spiegato don Elvio Damoli, direttoredella Caritas italiana – è anche un contributo al progetto culturale della Chiesa italiana, per unacultura di carità incarnata e di comunione”.