Mons. Sigalini: “non tutti i giovani pensano solo al dio denaro”

In una nota sulprossimo numero del Sir, mons. Domenico Sigalini, responsabile del Servizio Nazionale per lapastorale giovanile, commenta un recente sondaggio telefonico, realizzato da `Family-Help’,su un campione di 700 giovani tra i 14 e i 35 anni, da cui risulta, tra l’altro, che il 30 per centodi essi ‘i soldi sono tutto nella vita’. Secondo mons. Sigalini, questo sondaggio “dice tutto ilcontrario di due ricerche recentissime: quella dello Iard, pubblicata il mese scorso, e quellapresentata a Bologna (Donati-Colozzi, Giovani e generazioni) durante il CongressoEucaristico. Fa sempre piacere al mondo adulto – commenta mons. Sigalini – descrivere igiovani come smidollati, mammoni, superficiali, assetati di denaro, delinquenti. Certo dire chehanno più domande religiose dei loro genitori non fa audience; che si sentono unagenerazione che è stata defraudata del proprio futuro (come afferma Giovanni da Empoli)mette in difficoltà; che gli adulti non sono disposti a vederli come il loro futuro, non fa piacere”.”In merito al discorso denaro – sottolinea mons. Sigalini – tutti ripetono che l’aria che respiriamoè impregnata di dio quattrino e che quindi non ci possiamo aspettare altro da chi è invitato altelefono a dire se i soldi sono importanti. E’ importante però valutare i giovani non più concriteri quantitativi, ma con criteri almeno ‘comunicativi'”. Mons. Sigalini invita perciò ad”analizzare le storie dei ragazzi, creando uno spazio comunicativo in cui i giovani possanoraccontare la loro vita come una storia e non come un insieme di frammenti rubati da unaintervista e proposti come definitori di tutta una esistenza”.