Alberto Cova su riforma dello Stato sociale

Il preside della Facoltà diEconomia e Commercio dell’Università Cattolica di Milano, Alberto Cova, commenta il recentedibattito sulla riforma dello Stato sociale nel nostro Paese. Ad avviso di Cova, “bisognasempre tenere presente che le risorse non sono infinite, perciò occorre selezionarle eimpegnarsi ad offrire solo quei servizi che si è in grado realisticamente di garantire. Non sicapisce perché debba andare a carico della fiscalità generale il peso di tutta un serie diprestazioni nel campo della sanità, delle pensioni, dell’assistenza che poi non si è in grado dimantenere”.E’ necessario quindi, afferma il docente in un’intervista rilasciata al Sir, “un ripensamentocomplessivo dell’organizzazione e delle funzioni dello Stato sociale, redistribuendo le risorse eavendo come obiettivo uno standard qualitativo molto elevato. Questo vale per la scuola, perla sanità, per le pensioni”. Uno “standard qualitativo elevato” in questi settori, secondo Cova, èraggiungibile “eliminando un margine di inefficienza che è ancora molto ampio”. L’importante,per Cova, “è che non si vada più avanti con provvedimenti a ‘foglia di carciofo'”, senza unpiano complessivo ed organico. La famiglia ad esempio, spiega il docente, deve essere unodei valori che orientano questo piano.