Questa la domanda a cui rispondemons. Franco Peradotto, provicario generale di Torino, illustrando al Sir i contenuti delseminario “Confessarsi e confessare oggi”, organizzato dal Centro Orientamento Pastorale(Cop) a Torino dal 18 al 20 febbraio. A sentire i parroci e i loro collaboratori, spiega Peradotto,la diminuzione della “prassi della confessione spirituale” andrebbe collegata con laconsuetudine per cui, invece di ricorrere al confessionale per invocare il perdono dei peccati, “ifedeli valorizzano altre esperienze, in particolare l’invito al pentimento sincero e profondo concui ha inizio ogni celebrazione eucaristica”. Anche se, osserva il provicario, “tale esperienza,rettamente intesa, ha un alto contenuto formativo”, essa da sola non basta a motivare l’attualecrisi del sacramento della penitenza, che deriva in gran parte dall’incapacità di legare “la lottacontro i peccati specifici ad un globale itinerario di vita cristiana: quanti interpretano laconfessione sacramentale entro la prospettiva di cammino globale e non piuttosto comemomento a parte, solo per liberarsi da singoli peccati?”. Al contrario, la confessione deipeccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, alasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito”.