“Il presuppostoirrinunciabile “da cui nasce qualsiasi riflessione sul problema “della tossicodipendenza èl’uomo, soggetto unico ed irripetibile, con la sua interiorità e personalità”. E’ quanto affermanogli organizzatori del convegno, che si apre domani a Milano su ‘Cura della vita, lotta alla droga,prevenzione e recupero, l’impegno della comunità”, promosso dalla Caritas Ambrosiana, incollaborazione con le Caritas della Lombardia. “Chi analizza in profondità” la questione,osservano gli organizzatori, “avverte immediatamente l’insufficienza di una spiegazionesociale che coniuga automaticamente il disagio e l’emarginazione con il fenomeno droga. Laquestione vera è” invece “quella di riuscire a proporre un ‘senso del vivere’ pieno disoggettività e, al contempo, di senso di appartenenza alla comunità”.Anche per questo le Caritas della Lombardia hanno deciso di presentare un documento-proposta “per avviare un cammino più approfondito”. In esso, si propone “di rinunciare allaparola ‘riduzione del danno’ e di individuare un’altra definizione, più positiva, parlando di’cultura della vita’. Soprattutto, occorre una proposta organizzativa innovativa che salvaguardila ricchezza del lavoro sociale e avverta l’urgenza di una revisione del rapporto tra risposte delprivato sociale e servizi pubblici”. Una responsabilità che riguarda “la famiglia, la scuola, leagenzie educative”. Dai dati del Ministero della Sanità, risulta che i tossicodipendenti utenti diSert a livello nazionale erano nei mesi scorsi 81.002, di cui il 16% inserito in strutture socio-riabilitative.