Padri comboniani: guerra dei Grandi Laghi e interessi di Paesi stranieri

“Non si può ridurre l’analisi della situazione dei conflitti nella regione dei Grandi Laghi alla solaconvivenza tra due etnie, hutu e tutsi”. E’ quanto fa notare “Comboni press” (nn. 1-2/97),facendo notare che “la ragione vera del conflitto è la volontà di potenza e di profitto perseguitada certi gruppi di potere che non hanno esitato a manipolare la gente facendo leva sullarivalità etnica pur di raggiungere i loro obiettivi, dall’occupazione del potere politico fino allaappropriazione indebita della casa o della mucca del vicino che non è della stessa etnia. Lamanipolazione dei mezzi di informazione ha poi creato le condizioni per l’appoggio che di certonon è a loro dovuto”. Secondo l’agenzia dei padri comboniani, nella guerra in atto in Zaire “lapresenza e partecipazione della Francia, Usa, Canada, Sud Africa e Uganda è accertata e dàuna dimensione internazionale al problema. Uno Zaire inquieto, politicamente instabile e forsesulla via della balcanizzazione fa il gioco di molti paesi e gruppi di interessi stranieri. Il premioin palio è il controllo delle tante e importanti materie prime che abbondano nella regione”. Difronte a ciò, continua la rivista, “la latitanza delle Nazioni Unite e di tutte quelle potenze cosìpronte a correre nel Golfo Persico” è incomprensibile”.