Saulle: un timido passo avanti nel rispetto del bambino non nato (1)

Commentando la decisione del Pm di Jesi di consentire ad un bambino di costituirsi partecivile in un procedimento penale per i danni subiti quando ancora non era nato, la prof.saMaria Rita Saulle afferma: “Questa decisione si colloca nel solco di una giurisprudenza giàconsolidata in tema del cosiddetto ‘danno biologico’. Ma, fino a questo momento, era semprestato riconosciuto solo ai genitori il diritto di costituirsi come parte civile in vista delrisarcimento del danno, basti ricordare il famoso caso del talidomide o diversi casi relativi aidanni subiti nel corso del parto. Ora il diritto al risarcimento del danno biologico è riconosciutoanche al bambino che, al tempo dei fatti, non era ancora nato. Perciò, l’eventuale risarcimentonon passerà più per i genitori ma andrà direttamente alla parte lesa, cioè il bambino”.Tuttavia la Saulle, che è responsabile del Corso di perfezionamento in diritti umanidell’Università di Roma “La Sapienza” ed ha curato la voce “Bioetica” per l’enciclopediagiuridica, afferma che “è molto difficile che da queste decisioni si passi poi a riconoscere alfiglio disabile il diritto di citare in giudizio i propri genitori, qualora questi non siano stati diligentidurante la gravidanza o fossero stati al corrente di malattie geneticamente trasmissibili. Bastiricordare che la sola ipotesi di sterilizzare i malati di mente ha provocato molte reazioninegative, da parte delle stesse organizzazioni di disabili”. (segue)