Pubblichiamo diseguito il testo integrale della nota settimanale del Sir: «Si moltiplicano le dichiarazioni sulloStato sociale e la sua necessaria riforma. Il tema è sufficientemente ampio (e generico) dacontenere un po’ di tutto. Certo ci sono le preoccupazioni contabili a breve termine, per cui sista preparando l’opinione pubblica a una manovra sulle pensioni e a una nuova serie dicontributi più o meno una tantum. Come le antiche addizionali sulla benzina, tutte diventate daprovvisorie definitive, essi evidentemente non risolvono il problema. E’ già talmente difficilefare passare manovrine ed aggiustamenti di cassa che pare quasi impossibile misurarsi con ilproblema nel suo complesso. Ma da qui non si scappa. Questo, per usare una parola di moda,è il vero problema costituente di questo fine secolo. Lo ha detto con chiarezza Giuseppe DallaTorre, aprendo un convegno degli istituti di ricerca dell’Azione Cattolica su “Costituzione evalori”. La nostra Costituzione, ha detto il giurista, contiene dei princìpi che non solo non sonostati attuati, ma sono stati sostanzialmente distorti: il personalismo è diventato sempliceindividualismo. Il pluralismo è stato mortificato da un sostanziale statalismo: “tutto questo èstato prodotto dalla presenza, nel nostro Paese, di due culture che in diversi modi hannoavviato e accompagnato l’evoluzione democratica dello Stato italiano: la cultura fascista e lacultura gramsciana”. Grazie ad entrambe “lo Stato ha avuto il sopravvento sulla società civile,invece di un ‘più società civile e meno Stato’ “». (segue)