LaConfederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia ricorda che “ormai da anni il volontariatosvolge il servizio di emergenza e soccorso alla popolazione utilizzando anche frequenze radio,per le quali paga regolarmente al ministero delle poste il relativo canone di concessione”. Maun recente decreto del ministero prevede l’adeguamento ai dati Istat, comportando unaumento dell’importo pari al 260%. “Questo significa – affermano le Misericordie, in uncomunicato diffuso oggi – che gli oltre 400 milioni annui che le associazioni di volontariatopagano attualmente diventerebbero di colpo più di un miliardo e duecento milioni; una cifrache significherebbe la scomparsa di molte associazioni”. “Non abbiamo niente da eccepire sulprincipio dell’adeguamento annuale agli indici Istat – afferma Francesco Giannelli, presidentedelle Misericordie, in una lettera inviata ai ministri delle poste e della sanità – ma riteniamoscandaloso che le nostre associazioni debbano pagare per assolvere al servizio di emergenzae trasporto per i cittadini, che dovrebbe essere compito del servizio sanitario nazionale.Quest’ultimo, inoltre, si avvale delle frequenze in concessione al volontariato per realizzare uncollegamento radio al quale già da tempo il ministero avrebbe dovuto provvedere”. Giannelliinvita i ministri interessati “a concordare una modifica del decreto che preveda la totaleesenzione dal pagamento delle concessione”.