Dalla crisi della confessione alla riscoperta di un nuovo rapporto con Dio

Con questa considerazione si é chiuso oggi a Torino il seminario di studio del CentroOrientamento Pastorale (Cop) sulla confessione.”Il discorso penitenziale – ha affermato mons. Valentino Grolla nel proporre le conclusioni -non può essere isolato dal problema più vasto della fede oggi, dalla presa di coscienzapersonale e dal rapporto con Dio da cui dipende la qualità della vita di ogni persona.Celebrando questo sacramento bisogna inoltre uscire dall’individualismo e dall’intimismo persentirsi, nel peccato come nel dono della riconciliazione, legati a tutto il mondo dei fratelli.Essere battezzati vuol dire entrare in una reale solidarietà come membri di un unico corpo e,quindi, non vivere da soli, non credere da soli, non pregare da soli, non agire da soli. Dunque,non si pecca da soli, non ci si converte da soli, e neppure si può ritenere di poter esserericonciliati da soli”.Perchè ciò avvenga, ha aggiunto il teologo Sergio Lanza, della Lateranense, “é necessariauna rinnovata pedagogia della fede capace di agire sulla cultura d’oggi. Di conseguenza urgeuna pastorale d’insieme che si rivolga alla persona e alla comunità nella loro integralitàevitando frammentazioni ed episodicità”.