Il rispetto dell’embrione come persona umana deriva da argomentazioni razionali

“Il rispetto dell’embrione come persona umana deriva da argomentazioni razionali, dalla realtàdelle cose e non esclusivamente da una posizione di fede”. E’ quanto si legge in uncomunicato stampa diffuso oggi dalla Pontificia Accademia per la Vita, in cui si presentano leconclusioni dell’Assemblea Plenaria dell’Accademia, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. “Dalpunto di vista biologico – riporta il comunicato – la formazione e lo sviluppo umano appaiono unprocesso continuo, coordinato e graduale, sin dalla fertilizzazione; i più recenti contributi dellescienze biomediche apportano preziose evidenze sperimentali” in questo senso. Dunque “ilgiudizio sulla natura personale dell’embrione umano scaturisce necessariamente dall’evidenzadel dato biologico il quale implica il riconoscimento delle presenza di un essere umano conuna capacità attiva e intrinseca di sviluppo e non di una mera possibilità di vita”. E questo “èmotivato da una concezione unitaria dell’uomo (‘corpore et anima unus’) che va riconosciutasin dal primo sorgere dell’organismo corporeo: la sua dignità personale. La prospettivateologica – continua il comunicato – conforta e sostiene la ragione umana in questeconclusioni, senza pregiudicare la validità delle acquisizioni raggiunte mediante l’evidenzarazionale. In questa grande sfida a difesa della vita un particolare impegno è richiesto, oltreche alla comunità scientifica, alle famiglie e in esse al padre ed alla madre; l’insostituibile ruolodi custode della vita umana, affidato nella maternità alla donna, deve” poi “trovare nellasocietà civile apprezzamento e fattivo sostegno”.