“Attraverso questo incontro si è voluto dar vita ad un gruppo ristretto, un tavolo di lavoro cheincluda, oltre alla Caritas Italiana e Migrantes, anche gli Uffici Nazionali per la cooperazionemissionaria, per la famiglia, per i giovani, per i problemi sociali e del lavoro affinchè agiscanocontro lo sfruttamento delle prostitute nel nostro Paese”. Lo ha detto al Sir p. Bruno Mioli,direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi dellaMigrantes, spiegando le finalità di un incontro svoltosi oggi a Roma, presso la Cei, sul tema”La tratta di esseri umani a scopo di abuso sessuale”. “In questi mesi – ha aggiunto p. Mioli – èstato raccolto parecchio materiale: entro un anno, con la collaborazione degli Uffici Cei, sidovrebbe arrivare all’elaborazione di un piano concreto per le diocesi”.Mons. Luigi Petris, direttore della Migrantes, ha osservato che spesso le prostitute “sonoadditate come la ‘peste’ mentre sono in primo luogo vittime. Anche per questo, occorrerealizzare un’attenta azione di integrazione sociale ed ecclesiale nei confronti di questedonne, promuovere una vera cultura dell’accoglienza. Nella Chiesa, ancora troppe personesono considerate ‘straniere'”. Da recenti stime della Caritas, risulta che le prostitute immigratein Italia oscillano tra le 19.000 e le 26.000, di cui 3.500-4.500 in Lombardia e altrettante nelLazio.