“Il creare delle cappelle laterali, o degli spazi insonorizzati per i più piccoli e i loro genitori nonè un invito ad ‘entrare nella gabbia’, ma ad essere presenti alla Messa senza che la custodiadei bambini e la loro vivacità sia di disagio ai genitori”. Lo ha detto al Sir mons. Guido Genero,direttore dell’Ufficio Liturgico della Cei, al quale il Sir ha chiesto un parere sulle”sperimentazioni” fatte in alcune diocesi per eliminare il “disturbo” recato dalla presenza deibambini piccoli durante la Messa. Dalle inchieste fatte da alcuni settimanali diocesani, infatti,sono emerse diverse esperienze studiate per conciliare le esigenze dei fedeli con la presenzavivace dei bambini. Nel trevigiano, ad esempio, si è pensato a particolari “messe dei fanciulli”,è stata interpellata una pedagogista, qualche parrocchia ha creato appositi spazi per lorodelimitati da una vetrata, oppure è stata messa a disposizione la sacrestia. Al di là degli spaziinsonorizzati, ha precisato però il direttore dell’Ufficio Liturgico, resta decisivo l’atteggiamentodell’assemblea, che deve essere “accogliente” nei confronti dei bambini, senza lamentarsi “sela loro presenza viene a interferire con la parola liturgica o il gesto rituale”.