Documento vaticano sulla pubblicità

“Per i mezzi e le tecniche pubblicitarie èmoralmente sbagliato usare metodi corrotti e corruttori di persuasione e di motivazione permanipolare e sfruttare”. E’ quanto si legge in un documento del Pontificio Consiglio dellecomunicazioni sociali, presentato ieri a Roma. Il documento indica anche i principi etici emorali ai quali ispirarsi per una pubblicità corretta. “Gli strumenti di comunicazione sociale – silegge nel documento – hanno due alternative soltanto: o aiutano l’uomo a crescere nellacomprensione e nella pratica della verità e del bene, o si trasformano in forze distruttive che sioppongono al benessere umano. Ciò è particolarmente vero per ciò che concerne lapubblicità”. Si ricorda perciò ai “professionisti della pubblicità” che essi “sono moralmenteresponsabili delle strategie che incitano la gente a comportarsi in una certa maniera; cosìcome sono egualmente corresponsabili, nella misura in cui sono coinvolti nel processopubblicitario, sia gli editori, i programmatori, ed altri che operano nel mondo dellecomunicazioni, sia coloro che danno il loro sostegno commerciale o politico”. Il documentoauspica perciò che dalla pubblicità siano “eliminati gli aspetti socialmente dannosi” e chevengano “adottate regole morali di alta qualità quanto alla veridicità, alla dignità umana e allaresponsabilità sociale”. Solo in questo modo, gli operatori del settore “daranno un particolare eprezioso contributo al progresso umano e al bene comune”.