Loafferma Paolo Ettorre amministratore delegato della Saatchi & Saatchi, una delle agenziepubblicitarie più quotate sul mercato, in un’intervista che apparirà domani su Avvenire. “Non éesatta la lettura che qualche giornale ha fatto del testo – spiega il pubblicitario – io non mi sentoper niente attaccato. Mi sembra che quanto afferma il Pontificio consiglio per le comunicazionisociali sia un’utile riaffermazione di norme che la pubblicità deve rispettare”.Secondo Ettorre i pubblicitari devono comunque “porsi il problema del rispetto dei bambini,della qualità di ciò che pubblicizzano, del buon gusto e del sentimento religioso della gente”.L’amministratore della Saatchi & Saatchi invita a “non dare solo la colpa a chi pensa gli spot “perchè “spesso sono le stesse aziende che spingono per avere messaggi trasgressivi e perreclamizzare prodotti inutli e dannosi”.Quanto alla necessità di una legge, Ettorre afferma di essere d’accordo “se é per fissare alcuniprincipi generali” ma contrario “se stabilisse una censura preventiva dei messaggi pubblicitari”.