Lo ha detto al Sir p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri inItalia e dei profughi della Fondazione Cei-Migrantes, commentando i risultati di una ricercadell’Osservatorio di Milano, presentati ieri. “Che i gesti di intolleranza e di razzismo persistano- osserva p. Mioli – è un dato di fatto su cui ha un’insistenza martellante la cronaca. Questodato è pure confermato da tentativi di monitoraggio sistematico come quelli dell’Osservatoriodi Milano e dell’Osservatorio sulla xenofobia di Roma”. Secondo p. Mioli, “allarma il ‘persistere’del fenomeno, ma non sembra che ci sia un ‘crescendo’: i dati forniti dall’Osservatorio diMilano sono più o meno allineati con quelli rilevati negli anni precedenti anche dalla Caritas.Putrtroppo – aggiunge p. Mioli – c’è motivo di ritenere che queste cifre pecchino per difetto:infatti, per quanto attente siano le rilevazioni, difficilmente vanno oltre la notizia occasionale;prova ne sia il fatto che la Banca Dati del Ministero dell’Interno ne registra solo qualchedecina. Inoltre sfuggono probabilmente ad ogni computo le violenze su minorenni e prostitute”.Tuttavia, aggiunge p. Mioli, a questo quadro “non giova certamente l’accanirsi della cronacaquotidiana. Come per il lancio delle pietre dai cavalcavia, anche i pestaggi della gente dicolore potrebbero divenire un pericoloso ‘svago’ notturno”. P. Mioli auspica che “il 1997,dichiarato anno europeo contro la xenofobia e il razzismo, possa portare una qualche novità”.