Assistere a domicilio imalati oncologici terminali, “fornendo le cure e i farmaci di supporto, attenuando il senso disolitudine e di abbandono della fase più avanzata della malattia” è la finalità principaledell’associazione non-profit “Attilio Romanini” per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici inprogressione di malattia, costituitasi nel 1992 e ora in difficoltà per carenza di fondi.”Destinatari della assistenza – spiega una nota dell’Università Cattolica – sono i pazientioncologici bisognosi di terapie palliative, più o meno complesse, già trattati presso la divisionedi radioterapia oncologia del policlinico Gemelli di Roma e del Complesso IntegratoColumbus”. Il progetto è quello dell’ “assistenza continuativa al malato grave”, o “unità di curacontinuativa”, basato sull’integrazione tra cura ospedaliera e cura domiciliare, utilizzando variecompetenze specialistiche per “rendere migliore la qualità di vita del paziente e del nucleofamiliare”. L’équipe dei curanti, continua la nota, “ha come obiettivo comune l’assistenzapersonalizzata che, attraverso il lavoro di gruppo, garantisce sia la cura medico-infermieristicache il sostegno psicologico mirato ad attenuare la solitudine del paziente e della sua famiglia”.