Che fine ha fatto Michele, l’intenditore di whiskey, simbolo dei miti consumistici degli Anni ’80?”Oggi beve limoncello, fa la spesa all’hard discount e le vacanze in agriturismo”, ha rispostoGian Maria Fara, presidente dell’Eurispes (l’Istituto di studi politici economici e sociali),presentando oggi a Roma il Rapporto Italia ’97. E i ricercatori dell’Eurispes spiegano questabattuta: “Rispetto agli anni Sessanta vissuti nel segno dell’espansione economica e sociale, lafine degli anni Novanta si basa, invece, su una sorta di neo-puritanesimo d’importazione,indotto dalla recessione economica. Di necessità virtù, insomma”.Un segno di questa nuova tendenza è dato dal grande successo delle “contraffazioni”: “Mentreun tempo tale fenomeno era limitato alla copia delle grandi ‘griffes’ della moda e degliaccessori – afferma il rapporto Eurispes – oggi si è sviluppato un vero e proprio mercato divendita illegale di massa di beni di consumo”. Il rapporto stima un incremento del giro di affaridel falso nel nostro Paese del 300% negli ultimi sei anni: si è passati da un giro di affari di 560miliardi nel 1990 a 2.200 miliardi nel 1996. Purtroppo però, non sempre i consumatoriricorrono al “falso” per poter risparmiare, spesso sono solo vittime inconsapevoli.