Lo hadetto il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, riferendosi aldocumento “Per una pastorale della cultura”, la cui bozza è oggetto di dibattito nel corsodell’assemblea plenaria del dicastero pontificio, che si è aperta oggi a Roma (fino al 15marzo). “Una pastorale della cultura – ha continuato il porporato – è una pastorale di vita e disperanza di vita, che restituisce all’uomo la sua memoria del passato, riempie di pienezza ilsuo presente ed apre prospettive per il suo futuro”. Per Poupard, “non è possibile isolare lafede dalle culture nelle quali essa si esprime e s’incarna pur senza identificarsi con esse, masempre all’opera per trasformarle e rigenerarle con l’aiuto della Parola di Dio”. Oggi, secondo ilcardinale, è essenziale “un discernimento pastorale per distinguere le influenzedisumanizzanti dai valori profondi” dell’epoca attuale, dominata e quasi schiacciata dai modelliofferti dai media, pieni di “immagini superficiali” che “fanno apparire la fede o la Chiesa irrealie rendono più difficile l’accesso al mistero”. Non mancano, però, segnali positivi, come “unanuova religiosità”, spesso ambigua, ma che rappresenta “senza alcun dubbio una nuovaapertura allo spirituale, testimonianza di una vera fame di Dio”.